La nascita di The Black Raven


“La vita nella tranquilla città e la compagnia degli amici non avevano per me nessuna attrattiva, tanto mi sentivo dominato dal desiderio di girare il mondo. C’era proprio qualche cosa di fatale in quella mia smania di andare verso l’ignoto, che mi recò sofferenze straordinarie.”

 


Daniel Defoe, Robinson Crusoe

Sono the Black Raven, il corvo nero, una sognatrice, un inguaribile romantica, che ama l’avventura. Amo Viaggiare. Amo viaggiare tra le parole di racconti che trattengono il fiato, viaggiare in posti lontani che ti accendono dentro e viaggiare tra le emozioni delle persone che incontro. Nata in Sicilia, sono una migrante in quel di Londra.

Ho studiato quasi due anni in Scienze e Lingue per la comunicazione, e per quasi due anni mi sono sentita frustrata e tormentata. Stavo facendo qualcosa che fosse convenzionalmente giusto, ma non giusto per me.

Ben presto notai che quella scelta romantica di diventare giornalista non era adatta a me. Amo scrivere, quindi, apparentemente, quella doveva essere la mia strada. Invece no.

Fin da piccola la mia mente è stata un turbinio di pensieri. Una vera e propria girandola che non smette mai di fermarsi. Ho sempre sentito tutti ripetermi dove avessi la testa, o a cosa stessi pensando.

Restare bloccata a fare la medesima cosa per il resto della mia vita sarebbe stato soffocante. Sarebbe stato troppo restrittivo. Realizzai che non amo scrivere. Io amo le storie in ogni sua singola forma. Amo scriverle, leggerle, ascoltarle, guardarle e soprattutto viverle.

Cosi ho deciso qualche anno fa d’incalzare questa mia Epifania che, a dir la verità, è arrivata piuttosto lentamente. Sono partita per quel di Londra nel lontano 2016, con il presupposto di diventare attrice. Ebbene sì, una delle mie maggiori passioni è il cinema.

Ancora una volta decisi di fare una scelta unilaterale. Non avevo ancora capito, che non era solo il recitare che mi appassionava. Di quei film che guardavo con stupore da bambina, erano le storie intriganti che mi facevano appassionare a quei personaggi, che alla fine volevo interpretare.

Dopo quasi tre anni di delusioni e occasioni mancate, decisi di scrivere il mio primo cortometraggio. Un disastro. Per un momento ho creduto di essere il Cleant Eastwood dei poveri. Volevo essere lo scrittore, il regista, il produttore e la star del film (quanto ego palesato in un singolo progetto).

Questa decisione (un po’ forzata per il budget) fu fallimentare, facendomi buttare alle ortiche uno script potenzialmente buono. Volevo fare tutto io, e alla fine non ho fatto niente bene. Un’altra amara delusione che si aggiungeva alle altre. Volevo mollare tutto.

Per tre anni non avevo fatto altro che lavori insoddisfacenti con un salario ridicolo, giusto per pagare le bollette. Un lavoro convenzionale non era quello che cercavo, così, mi sono sempre accontentata. L’importante era che quei lavori mi permettessero di seguire le mie passioni. Dopo l’ennesima delusione, però, volevo solo gettare la spugna. Forse, dopotutto, quella non era la strada giusta per me.

Svegliarsi all’alba a Londra ha i suoi affascinanti vantaggi.

Il momento di svolta

Poi qualcuno mi disse che quella sconfitta doveva accadere. Era giusto così. Se vuoi imparare a pilotare un aereo, la prima volta sarà un disastro, anche la seconda e così via, finché non ci riuscirai. Una semplice metafora, ma efficace.

I dubbi e le incertezze non se ne andarono e non se ne andranno mai, però dovevo provare ancora a seguire ciò che mi appassionava davvero. Ma cosa mi appassionava davvero? Il motivo per cui decisi di produrre A/A, il mio primo corto, era dare uno slancio alla mia carriera di attrice, che forse non mi convinceva più come ideale di vita come credevo.

Per quanto amavo farlo, mi resi conto che forse non ero tagliata a recitare. Ma se non sono fatta per recitare, e una carriera convenzionale non era la vita che avrei voluto, cosa dovevo fare? Non volevo restare chiusa in un negozio o un ufficio per la maggior parte dell’anno, aspettando che le ferie arrivassero. Continuavo a pensare che volevo viaggiare e vedere il mondo. Volevo continuare a raccontare storie, a scriverle, ma anche viverle, sentirle e rielaborarle.

Non essendo capace di fare ciò che non mi piace per troppo tempo, ma non sapendo scegliere sulla mia possibile via, ho capito di non dover scegliere un unica soluzione.

Stavolta dovevo canalizzare tutte le mie passioni in un unico denominatore comune. Quale? Le storie. Ho sempre avuto a portata di mano la risposta, senza prenderla mai in considerazione.

Vivere di storie era quello che volevo (come già accennato, sono un’inguaribile romantica). Voglio creare storie di persone che sono solo il frutto del mio rimuginare. Voglio sentire e raccontare storie di persone vere, storie di vita, in cui chiunque può rispecchiarsi e sentirsi motivato. Voglio vivere storie in posti che non ho mai visto, né sentito il profumo. Vivere di storie che vorrei raccontare.

Cosi, è nato The Black Raven. Il mio diario di ricordi e avventure. Il mio nido, che mi permette di volare dove voglio, con la mente e con il corpo, e che mi permette di ritornare alla realtà, per condividere con il mondo le mie storie. Qui non troverete liste infinite di nomi, siti archeologici e mete turistiche da visitare.

Ciò che troverete, invece, saranno le mie impressioni, le mie esperienze e il mio entusiasmo che spero di trasmettere a chiunque possa leggere. Il mio obiettivo è quello di raccontare le mie sensazioni per rendervi partecipi di ogni viaggio o avventura.

Se sei arrivato fin qui per me è già un traguardo. Significa, che in fondo, non sono stata cosi prolissa come credevo. 😊

A questo punto non posso che augurarti buona lettura e di volare spensierato tra le pagine del mio nido fatto di parole.

With love,

The Black Raven.

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