Ahimsa – Un principio che può cambiare il mondo

Cosa vuol dire Ahimsa? E perchè è importante? Riflessioni a voce alta.

Da qualche giorno è uscita la notizia dell’ennesimo pozzo petrolifero esploso. Stavolta è successo in India. Un disastro ambientale causato dal rilascio di gas e sostanze tossiche (Se vuoi conoscere gli avvenimenti nel dettaglio clicca qui).

Notizie così non fanno più nemmeno scalpore. L’indifferenza dei media al riguardo è quasi scioccante.

Quest’ ultimo anno è così pieno di avvenimenti straordinari che forse non c’è tempo di parlare di problemucci ambientali? Credo che sia questo il pensiero generale.

Foto di Kevin Snyman da Pixabay

Però riflettendoci su, mi è venuto in mente un pensiero. Tutti gli avvenimenti di quest’anno sono frutto della negligenza umana. Magari alcuni meno di altri.

Eppure, non si impara mai la lezione. Sappiamo quali sono i problemi, ma la maggior parte delle persone (non tutti. Ci sono moltissime persone che combattono la loro battaglia giornaliera) volta la testa dalla parte opposta.

Non parlo solo dei disastri ambientali, a cui purtroppo siamo sempre più abituati, ma anche di eventi che determinano i semplici diritti umani.

C’è un concetto nello yoga che se tutti lo mettessimo in atto, la maggior parte dei problemi esistenti sarebbero risolti. Si chiama Ahimsa. La non violenza.

Foto di Ingo Jakubke da Pixabay. Ahimsa può essere applicato ogni giorno.

Che non significa semplice passività agli eventi, ma è il contrario. Se si ha il potere di intervenire contro un’ingiustizia, è nostro dovere intervenire.

Questo principio molto semplice può essere applicato su ogni aspetto della nostra vita. Nelle relazioni con gli altri e con noi stessi. Che non per forza si tratta di violenza fisica, eh?

La violenza è determinata anche dal modo in cui ci approcciamo agli altri o al mondo circostante.

Ho aperto questo articolo con i fatti successi recentemente in India, che seguono quelli dell’elefantessa incinta uccisa con un ananas piena di petardi.

Foto di luxstorm da Pixabay

Entrambi i casi mostrano quando l’uomo sia noncurante del mondo circostante, bramando a tutti i costi una soddisfazione personale. A costo di chi? Di tutti quelli che intralciano la via.

Ho fatto recentemente un articolo sul razzismo. Ho trovato incredibile come ancora ai giorni nostri sia un argomento sempre caldo.

Ma perché? Perché il mondo non riesce a rinunciare alla violenza. Così radicata che sembra quasi inscindibile dall’uomo. Ma non è così.

Ognuno di noi nel suo piccolo può decidere di seguire questo principio citato sopra. Chi mi legge da un po’ sa che sono la prima a mettersi in auto analisi.

Mi sono resa conto che ci sono innumerevoli aspetti in cui il mio comportamento non ha seguito molto questo aspetto.

Foto di Free-Photos da Pixabay

E allora che si fa? Facciamo finta di niente e andiamo avanti? Oppure, tanto ormai, sono fatto così. Quel che è fatto è fatto. No.

Si può cambiare in ogni momento. Si può decidere di migliorare sempre. Quindi perché non cominciare da ora? Magari domani non ci riuscirò appieno, ma l’intento c’è.

La nostra terra ci sta mandando segnali inequivocabili. Il 2020 sarà l’anno più caldo mai registrato.

È come se il pianeta avesse la febbre. Se anziché curarlo continuiamo a fare violenza su di esso, vedremo gli amari risultati prima di quando crediamo.

Quindi, che aggiungere? L’informazione è alla portata di tutti ormai. Sta a noi decidere cosa farne.

Non sono un visionario. Mi professo un idealista pratico. La religione della non-violenza non è riservata solo ai Rishis e ai santi. Si rivolge anche alla gente comune.

Mahátma Gándhí

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