Visitare Tokyo. Giorno 3 – Il mio diario di bordo

Nuovo giorno. La sveglia suona presto alle otto e mezzo. Dopo la doccia e una colazione veloce ci catapultiamo fuori verso la metropolitana. Nonostante il primo impatto un po’ stordente, cominciamo a familiarizzare con le linee e i treni. Visitare Tokyo è sempre più semplice.

A mio parere il sistema metropolitano londinese è imbattibile e a prova di bambino, ma se si comincia a prendere dimestichezza, quello di Tokyo è alla portata di chiunque.

Il primo ticket che ci capita di pagare con una visita arriva proprio con un parco. Siamo al parco nazionale Shinjuku Gyo-en che, in origine, fu la residenza della famiglia Naitō nel periodo Edo. Il parco presenta diverse sezioni: il giardino inglese, francese, giapponese e la greenhouse.

Skyline di Tokyo che contrasta con la vegetazione del parco nazionale Shinjuku Gyo-en.

Il parco è vastissimo e bisogna seguire le insegne per spostarsi da una parte all’altra. Ovviamente, noi ci facciamo riconoscere sempre tra i nostri mille scatti. Molto Tourist Style, ma non ne possiamo fare a meno.

Arriviamo alla residenza che si affaccia su uno stagno. Un perfetto paesaggio per un dipinto impressionista.

Neanche ci rendiamo conto di quanto tempo sia passato, che è già l’ora di pranzo. Mangiamo qualche sfizio al parco stesso e ci incamminiamo verso la nostra prossima tappa.

Sono già le tre del pomeriggio quando arriviamo al santuario Yasukuni dedicato alle anime morte in guerra per l’Impero. Abbiamo difficoltà a raggiungere il luogo esatto, quando veniamo soccorse da un poliziotto. Con un po’ di difficoltà a comunicare l’un l’altro, alla fine, riusciamo a capirci.

Sole alto nel cielo davanti all’entrata del santuario Yasukuni.

È interessante notare come tutti cerchino di essere carini e di aiuto nei confronti dei turisti, ma comunque, solo una minima parte dei locali sa parlare in inglese. Diverse volte abbiamo notato che sono loro stessi ad offrirsi per dare informazioni, o anche solo per fare la cortesia di scattare una foto di gruppo.

Dopo una visita un po’ di fretta del santuario, ci dirigiamo verso il tempio buddista Sensoji. Si tratta del tempio più visitato di Tokyo in assoluto, preceduto da una lunghissima via di bancarelle e negozi di leccornie e souvenirs.

Scorcio del bellissimo tempio buddista Sensoji.

Tokyo, una città tutta da visitare ma anche da gustare…

Arriviamo che il sole sta già calando, così ci dirigiamo spedite verso il tempio senza perdere tempo. Appena conclusa la visita ci dedichiamo alle compere lungo la via con calma.

Il luogo è molto affollato, ci sono forse più turisti stranieri che giapponesi, ma tra di loro ci sono diverse ragazze vestite col tradizionale kimono. Di sicuro vale la pena visitare il tempio. Sia per l’atmosfera festosa dovuta forse a qualche evento che alla bellezza del sito.

Alla fine delle nostre compere è già buio. Visitare Tokyo è entusiasmante ma è ora di andare a riempire lo stomaco con qualche delizia tradizionale. Ne approfittiamo, così, per andare ad Akihabara, distretto della tecnologia e dei manga.

Suggestivo tramonto ad Akihabara.

Mentre ci perdiamo affascinate tra le luci della città, palazzi altissimi con pubblicità che non si fermano mai, ci facciamo attirare da un venditore ambulante di Takoyaky.

Si tratta di polpette di polipo da abbinare con i gusti che si preferiscono. Il cuoco cucina davanti a noi le nostre polpette. L’acquolina che scende letteralmente a rivoli dalla bocca.

Mentirei se dicessi di non avere grandi aspettative al riguardo, ma questi Takoyaky le soddisfano tutte. Calde e soffici. Semplicemente deliziose.

Dopo questa cenetta al volo, la stanchezza di una giornata passata letteralmente a correre da una parte all’altra della città, senza mai fermarci, si fa sentire tremendamente.

È ora di ritirarci e lo facciamo con piacere. Domani ci aspetta il monte Fuji e la foresta Aokigahara. Non vedo l’ora.

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