Per le strade della capitale di Cuba – il mio Diario di Bordo

Ottavo e ultimo giorno all’Avana, la capitale di Cuba. Le prime luci dell’alba si infiltrano attraverso la tenda della gigante finestra a parete. Mi alzo piano, cercando di non svegliare nessuno, per scorgere il nascere del sole.

La città è ancora calma, avvolta in una leggera ombra che sta per lasciare il posto ai raggi cocenti della nuova giornata. C’è già gente in giro, ma non troppa. È una leggera calma inusuale ad una città così brulicante di persone.

Corsa per le strade dell’Avana, la capitale di Cuba, alle prime luci del sole.

Addentrandoci per le strade della capitale di Cuba

Di lì a poco suona la sveglia per tutti. Dopo colazione ci incamminiamo a piedi verso il litorale della capitale di Cuba. Purtroppo, ci sono tanti rifiuti giù per la scogliera e la puzza è forte.

Arriviamo fino alla piazza che hanno usato da sfondo per l’ultimo Fast and Furious, ma non c’è molto da ammirare così decidiamo di proseguire verso il centro.

Attraversiamo molto stradine con case colorate ma disagiate che forse non vengono fotografate tanto nei fascicoli per agenzie di viaggio, ma che, secondo me, caratterizzano questa città.

Un taxi improvvisato, piuttosto comune per le strade della capitale di Cuba.

Ormai stanchi, e avendo perso il senso dell’orientamento fermiamo un tipo che sembra occuparsi di taxi. Non sembra molto affidabile quando ci intima di seguirlo, ma non abbiamo molta scelta.

Dopo qualche minuto, arriviamo a quello che sembra un piccolo hotel. Ci sono diverse auto e taxi. Quando ci indica le nostre rimango sbalordita.  Saliamo in una di quelle macchine rosse sgargianti d’epoca. Adesso sì che sembriamo in un film.

A spasso tra Hemingway, Cristobal Colon e tipi sospetti…

La Floridita, il bar raccomandato da Hemingway.

Arriviamo di nuovo nella parte vecchia della capitale di Cuba, dove facciamo subito un salto nel bar preferito da Hemingway, la Floridita. Almeno, così si dice.

Visitiamo le varie piazzette fino a raggiunger la suggestiva cattedrale dell’Avana in pieno stile barocco, dichiarata patrimonio dell’Unesco. Una leggenda metropolitana dice che al suo interno siano tenute le spoglie di Cristoforo Colombo.

Proseguiamo, e anche noi da bravi turisti veniamo attirati dalla Bottega del Medio. Lo stile della bottega ricorda quello che si vede in film di scorribande e film western. C’è tanta musica dal vivo e tutti fuori attaccati alle porte da soloon per cercare di intravedere che succede al suo interno.

La Bodeguita del Medio, immancabile tappa per glia amanti di Rum e Sigari.

Anche oggi la giornata passa veloce ed è quasi ora di rientrare per fare i bagagli e dirigerci in aeroporto. Prima però di dire addio a questo paese così peculiare, ci facciamo rapire da un cubano del luogo per farci assaporare i veri sapori di cuba con doppio cocktail offerto.

È l’ultima volta nella capitale di Cuba. Perché no. Così seguiamo il tipo molto carismatico. Ci porta in un piccolo cunicolo fino alla porta di questo piccolo ristorantino. Dobbiamo salire delle scale piccole e anguste.

Arriviamo finalmente all’ingresso che si apre direttamente alla cucina. Passiamo davanti una signora di mezza età che sta affettando quello che sembra essere pollo.

Finora il tutto sembra sospettoso e poco allettante ma decidiamo di rimanere con la mente aperta fino alla fine. I tavolini sono fuori che si affacciano verso la vivace piazza.

Fin qui, la cosa più interessante di questo posto. Purtroppo, le portate non si rivelano nemmeno essere un granché e non sono ancora certa che quello che mi hanno propinato sia ancora pollo. Resterà un mistero. Lol

Quello che so per certo è che, stavolta, tutti si sono sentii male eccetto me. Finalmente la fortuna impara a girare, e quel misterioso pollo, forse, non era poi così male.

Addio ai colori della capitale di Cuba…

I colori della capitale di Cuba, l’Habana libre.

È il momento di fare i bagagli e di salutare questa bellissima terra ricca di pro e contro. Ma, quello che so pur certo, è che la gente è ricca di orgoglio e con una forte identità.

La maggior parte di noi giudica il mondo per come lo vede o per come lo si viene raccontato da qualcun altro. La verità è che nessuno può capire delle determinate situazioni finché non le vive in prima persona.

Io non ho sperimentato la povertà di Cuba (si tratta davvero di povertà come la intendiamo noi?). Ho fatto una vacanza all’insegna del relax, perché si trattava di qualcosa di cui avevo bisogno. Ma, ho visto piccoli scorci di vita che mi hanno fatto cambiare la prospettiva di certi eventi e realtà.

La verità è che, non siamo mai abbastanza informati per stereotipare qualcuno o fomentare odio verso cose che non si apprendono appieno.

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