Tifone a Miyako. Giorno 8 e 9- Il mio diario di bordo

Il tifone si è abbattuto sull’isola la scorsa notte. Il cielo è completamente nero a Miyako, e il vento è sempre più forte. Nonostante ciò, io e il mio piccolo stormo, crediamo che sia l’ennesimo falso allarme.

Così, decidiamo di farci chiamare il taxi per visitare un sito storico che volevamo visitare già da un po’. Ben presto ci accorgiamo però che l’idea non è stata proprio brillante.

Osservando dalla finestra mentre il tifone si avvicina sull’isola.

Non siamo neanche a metà strada, quando una raffica di vento ci sorprende impedendo all’autista di vedere la strada. Ci dice che non vuole proseguire oltre perché non è sicuro.

Senza esitare accettiamo il consiglio e ci chiudiamo in casa. Non possiamo fare altro che osservare impotenti dalla porta finestra la pioggia incessante. Beh, che dire? I viaggi sono fatti anche di imprevisti. Ci auguriamo solo che non duri troppo.

La calma dopo il tifone a Miyako…

Sentiero immerso nella vegetazione che porta a Tsunayama Beach.

Dopo una lunga notte ad ascoltare lo scroscio del temporale, la mattina ci accoglie serena come se nulla fosse successo. In realtà scopriamo che, fortunatamente, l’isola non è stata presa appieno dal tifone.

Il sole è alto nel cielo. Senza perdere tempo, ci catapultiamo a Sunayama Beach. Sappiamo che la spiaggia è famosa per le meduse, ed è sconsigliato andarci, ma noi vogliamo prendere almeno qualche scatto.

Un banco di nuvole sopra Sunayama Beach.

Inoltre, grazie al tifone a Miyako, ci sarebbero meno possibilità di incapparci. La spiaggia è nascosta da una collinetta di vegetazione folta che ti permette di scoprirla quasi all’improvviso.

Uno spettacolo per gli occhi. Ci sono molti surfisti che colgono l’occasione e approfittano di questa giornata di mare mosso.

Surfisti a Miyakojima dopo il tifone.

A parte loro, nessun’altro fa il bagno. L’acqua, però, è un costante invito ad entrare. Così decidiamo di sfidare la sorte e tuffarci. Subito dopo, alcune ragazze giapponesi si prendono di coraggio e ci seguono in acqua.

Dopo pranzo facciamo una gita in un posto che il proprietario della nostra pensione ci ha consigliato. Ormai, sta diventando la nostra guida turistica.

Foresta inquietante a Miyako…

la foresta del Uibya Mountain Site che ricorda un po’ il Bosco Atro.

Il sito si trova nel bel mezzo di una foresta quasi spettrale. L’atmosfera è enfatizzata da un banco di nuvole che ha cominciato a ricoprire il cielo nuovamente, e l’assenza totale di turisti.

L’unica persona che incontriamo, è un signore di mezza età che, sembra stia facendo dei lavori.

Fortunatamente, non si tratta di un personaggio Hitchcockiano e, ci da le informazioni per trovare le antiche case di pietra. Gli alberi intorno sono giganti e conferiscono un’aria ancora più grottesca alla foresta.

Ingresso alla foresta che porta ad Uibya Mountain site.

Pian piano, durante la nostra esplorazione, scopriamo che ci troviamo in una sorta di necropoli nella foresta. Giusto per alleggerire la situazione. Decidiamo di rientrare ma, prima che il taxi torni a prenderci, manca ancora un’ora scarsa.

Così, incuriosite dal rumore delle onde in lontananza, facciamo una piccola deviazione. Il suono ci conduce ad un’altra spiaggia circondata da rocce appuntite.

Spiaggia rocciosa a poche centinaia di metri da Uibya Mountain Site.

È davvero valsa la pena arrivare fin qui. L’isola non smette mai di sorprenderci con le sue piccole bellezze nascoste in ogni angolo.

Finalmente, dopo questa lunga ma bella giornata,torniamo a casa. Siamo distrutte, ma soddisfatte nonostante il tifone a Miyako. L’isola ci ha regalato momenti e immagini che non scorderemo mai.

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