Da Londra a Tokyo. Giorno 1 – il mio Diario di Bordo

Eccomi ritornata a condividere pagine del mio diario di bordo con tutti i miei lettori. Dopo Cuba, ecco la mia avventura da Londra a Tokyo.

Non so se si possa definire il primo giorno. Il viaggio da Londra a Tokyo è sembrato infinito. Ore e ore di volo con scalo in Cina, in cui anche il Jane Eyre di Charlotte Bronte è sembrato un libricino da magazine.

Stravolte ma entusiaste atterriamo in Giappone al tramonto. Ma il nostro viaggio non finisce qua perché dobbiamo ancora raggiungere il nostro alloggio. Calcoliamo il percorso. Cavolo! Altre ore di viaggio.

Non sembra vero ma il nostro viaggio si conclude. Arriviamo in una strada non molto frequentata per essere a Tokyo. Non è un miraggio. Il nostro 9 hours ci si palesa davanti ai nostri occhi. Trasciniamo le nostre pesanti valigie fino all’ingresso.

Appena atterata tra le strade di Tokyo.

Dopo ore e ore di viaggio da Londra a Tokyo…

Da notare che ci sono scalini con nessuna agevolazione per disabili (o per ragazze con mega valigioni da trasloco al seguito. Sì, mi sono già pentita dell’acquisto del mio meraviglioso imponente trolley color acquamarina, in cui puoi comodamente infilare il tuo appartamento e quello del tuo vicino di casa).

La ragazza che ci serve alla Reception è molto carina e sorridente. Cerchiamo di capire come funziona il posto, perché ne abbiamo solo una vaga idea.

La via vicino al nostro 9 hour che si sta per risvegliare per la movida notturna.

Prima regola fondamentale: il check out va fatto ogni mattina alle 10.00.  In pratica, si tratta di posti non proprio adatti a turisti in cerca di grosse comodità, anche se niente è lasciato al caso.

Appreso subito che le nostre valigie sono troppo grosse per essere lasciate dentro gli armadietti, tiriamo fuori solo le cose di prima necessità, e utili per i prossimi quattro giorni.

Ognuno di noi possiede un armadietto personale e una capsula di riferimento. Le docce non sono personali, ma ce ne sono tante abbastanza per tutte le ragazze che alloggiano nel piano (da notare, maschi e femmine rigorosamente separati).

Una delle capsule autosufficienti che il 9 hours fornisce ad ogni singolo ospite.

Ultima nota interessante è che ognuna di noi è fornita ogni giorno di un cestino con dentro pigiama, spazzolino e dentifricio monodose, e asciugamani.

Dopo questa veloce e intensa iniziazione, ci catapultiamo fuori alla ricerca di cibo. Quella che prima ci sembrava una zona tranquilla e periferica, si è trasformata. Da Londra a Tokyo si nota subito la differenza. Il sole è tramontato velocemente, ma in compenso le strade si sono illuminate delle colorate luci della città.

Mentre vaghiamo assorte, ci imbattiamo quasi per sbaglio su un torii, uno dei tipici archi giapponesi. Ci incuriosiamo ed andiamo a fare le nostre prime foto da turiste.

Uno dei templi con i tipici torii presenti in Giappone.

È ora di cena ed è evidente che ancora dobbiamo ambientarci. Non riusciamo a capire molto tra i tanti ristoranti disponibili. Alla fine, la nostra scelta viene dettata dallo stremo delle nostre forze (in sostanza, scegliamo a caso).

Il ristorante è molto pratico e offre anche il menu inglese, ma la scelta non è molto ampia. Si comincia a notare la poca considerazione che il paese ha verso chi è vegetariano.

Il ristorante non si rivela un granché, e delusa dal mio pollo fritto semicrudo, propongo di ritirarci per stasera. Siamo tutte molto stanche dopo il lungo viaggio da Londra a Tokyo. Meglio recuperare le energie per goderci le attività previste per l’indomani.

… To be continued

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