L’inizio del mio viaggio a Cuba: il mio Diario di Bordo

Ad essere sincera, la decisione di andare a Cuba è stata un po’ improvvisata. Si trattava di un viaggio programmato da un po’ di tempo la cui meta cambiava di volta in volta.

Alla fine, io e il mio piccolo stormo abbiamo deciso di optare per questa esotica e lontanissima isola per motivi che non sto qui a raccontare.

Il punto è che, dopo un anno molto faticoso e stressante, fare un viaggio catapultata in una realtà lontanissima dalla vita frenetica londinese, era quello di cui avevo bisogno.

Come sempre dico, viaggiare è un toccasana per la salute mentale. Soprattutto, quando lo si fa in posti molto lontani dai nostri usi e costumi, proprio come Cuba.

Finalmente la valigia è pronta, l’eccitamento per questa nuova avventura è alle stelle ed è arrivato il momento di partire.

Partenza da Londra. Destinazione Cuba

È quasi sera, e qua a Londra la maggior parte delle persone comincia a ritirarsi a casa dopo una lunga giornata di ufficio, mentre noi ci dirigiamo verso l’aeroporto di Heathrow.

Le valigie sono grosse e ingombranti, tuttavia, il treno resta la migliore opzione per quanto riguarda l’economia del viaggio.

Arrivati in aeroporto, realizzo che ci aspettano all’incirca ventiquattro ore di viaggio per arrivare. Il fascino di questi luoghi esotici come Cuba è imprescindibile. La durata dei suoi viaggi un po’ meno affascinante. Ma si deve fare, e come disse adesso non ricordo chi, è il viaggio che conta non la destinazione.

Sono d’accordo a metà, fino a quando il viaggio non è da passare tutto il tempo tra un sedile di un aereo e l’altro. Ma cerchiamo di guardare sempre il bicchiere mezzo pieno.

Partiti alle dieci di sera da Londra, passiamo tutta la notte nell’aereo verso Città del Messico. Tutto scorre liscio. Il volo è molto confortevole. Ogni passeggero ha a disposizione una coperta, cuscino e mascherina e tappi per le orecchie per la notte. Inoltre, ogni sedile è dotato di un piccolo schermo con cui puoi approfittare per fare binge-watching. In realtà, mi sono addormentata prima che potessi averne l’intenzione, appena dopo il finale di sense8 che avevo già scaricato nel mio smartphone.

Dopo una lunga nottata atterriamo a Città del Messico. All’incirca verso le sei. Decido di prendere il mio primo caffè oltre oceano in uno Starbucks dentro l’aeroporto stesso.

Il mio primo caffè oltre oceano. Come di prassi, il nome è scritto sbagliato. lol

La cosa che mi ha sorpreso molto, è come spesso in televisione vengano dipinti in maniera scontrosa e delusa in generale, mentre in realtà tutte le persone del posto che ho incontrato avevano sempre stampato in viso un enorme sorriso più che contagioso. Altra cosa che mi ha sorpreso è, che nonostante i loro vicino di casa americani, nessuno sapeva l’inglese in aeroporto.

Arrivo all’Avana

Sono le nove e mezzo in Città del Messico e finalmente ci imbarchiamo per l’Havana. Il fuso orario comincia un po’ a confondere e a farsi sentire. Poche ore di volo e atterriamo. Il comandante di volo ci spiega che ha appena piovuto e i nuvoloni fuori non sembrano darci troppe speranze.

Per strada verso Varadero, a Cuba. Un acquazzone è pronto a venirci incontro.

Sembra quasi che ci siamo portati il tempo di Londra dietro. Appena messo piede fuori dall’aereo, un’ondata di aria afosa ci travolge. Quasi non si respira ma noi siamo contenti. L’aria di Cuba calda e umida era tutto ciò che volevamo.

Ci siamo quasi. Purtroppo, le mie gambe sono gonfie e pesanti ma so che manca poco per arrivare in hotel. Mentre ci dirigiamo verso Varadero, dall’aeroporto dell’Havana, vediamo un enorme nuvolone nero venirci incontro. Quasi in un attimo, ci troviamo proprio sotto questo potente e fulmineo acquazzone.

Sembra quasi una scena di un film. Macchine d’epoca coloratissime che sfrecciano attraverso la tempesta. Un paesaggio naturale e tropicale che si interrompe all’arrivo nella prima piccola cittadina che incontriamo.

Fin da subito a Cuba, è facile cogliere questo fascino antico a doppio taglio. Purtroppo, il disagio e le povere condizioni di vita sono palesi.

Barche lungo il litorale di un fiume verso la via per Varadero, a Cuba.

Dopo circa tre orette arriviamo finalmente a destinazione. Io sono stanchissima, gambe pesanti e due occhiaie che arrivano a terra. Ma sono felice, perché qualsiasi piccola cosa poteva andare storta e rovinarci le vacanze. Invece, è filato tutto liscio come l’olio. Ma, cosa più importante, sono a Cuba.

Dopo aver posato le valigie e cenato mi butto distrutta nel letto, ma eccitata per la giornata di domani. 😊