Avana, half of my heart is in havana…- il mio Diario di Bordo

Settimo giorno. La sveglia suona all’alba. La strada verso l’Avana è lunga, quindi cerchiamo di risparmiare tempo il più possibile. Il cielo ci regala i suoi colori con le sue inimitabili prime luci.

Passiamo tra i vari paesini lasciandoci alle spalle la nostra suggestiva spiaggia di Varadero. La nostra vacanza è quasi al termine e già mi manca la sensazione dei miei piedi che affondano nella farinosa sabbia bianca.

Corsa attraverso il cuore e i paesaggi di cuba verso l’Avana.

Arriviamo dopo tre ore all’incirca. La testa fuori dal finestrino a godermi il vento tra i capelli. Appena passato il casello si nota una gigantesca insegna che celebra i 500 anni dell’Avana.

Arrivo all’Avana, la città dei sigari…

Si possono notare dovunque i preparativi della città per il grande evento e nel frattempo tutti i festoni per il carnevale brasiliano.

La città è molto caotica rispetto ai posti dove siamo stati finora. Si vedono taxi e macchine dappertutto. Gli autobus sono stivati all’inverosimile. Molta gente si trova sui cigli delle strade pronta a bloccare turisti da poter spennare.

Non c’è mota criminalità a Cuba, ma sono tutti ben disposti a proporti il ristorantino da non perdere o qualsiasi altra cosa che sia utile o no.

Tra le vie dell’Avana.

Un inizio poco entusiasmante…

Scendiamo davanti il nostro hotel. Abbiamo prenotato per un cinque stelle, ma fin dall’esterno notiamo che qualcosa non quadra. Cerchiamo di non essere negativi prima di entrare.

Alla reception sembra che la nostra prenotazione non risulti correttamente e dicono che l’hotel sia over-booked. Noi non demordiamo e finalmente la receptionist si accorge del suo errore e ci ritrova le chiavi.

Tutto intorno ci fa capire che quello non è un hotel a cinque stelle. Non ci vorremmo lamentare, ma avendo in gruppo anche una donna incinta avevamo organizzato la vacanza con il massimo confort.

Il viaggio in spalla o campeggio col sacco a pelo è interessante e piacevole. Ma quando paghi per avere certi confort risulta fastidioso venire truffati.

L’hotel è pieno di muffa e lavori in corso. I servizi alle stanze sono fuori uso (compreso i più basilari come l’acqua calda o l’aria condizionata). Decidiamo di farlo presente e in cambio riceviamo una cena gratis al ristorante di lusso dell’hotel. Il rimborso è da organizzare.

Il cuore pulsante dell’Havana libre

Giornata soleggiata nel cuore della capitale di Cuba, l’Avana.

Dopo questo impatto nella città decidiamo di sfruttare il resto della giornata. Dopo una piccola contrattazione con uno dei tanti taxisti all’ingresso, ci facciamo portare al centro.

Attraversiamo parte della città, e notiamo un forte dislivello con il centro. La parte vecchia dell’Avana è colorata e sfarzosa. Con tutte le sue auto d’epoca coloratissime e a schiera come ad una sfilata di moda.

Il sole picchia forte. Non si può stare tanto sotto il sole senza un ombrellino, che, tra parentesi, chiunque te lo veda vorrà barattarlo con te.

Vicinissimo troviamo il campidoglio costruito nel 1929 nello stesso stile di quello a Washington. La scalinata è infinita e sotto il sole cocente. Provo a salirla velocemente per qualche scatto. Idea pessima.

Il Capitol Nacional e simbolo dell’ Avana.

Finito il giro per il per questo immenso simbolo di cuba, decidiamo di addentrarci verso alcune famose stradine e piazzette. La musica riempie ogni strada, non si sente silenzio in nessun angolo.

Le stradine sono piene di souvenir e negozietti tipici ma non ci stanno loghi, pubblicità o cartelloni come ti aspetteresti in ogni altra grande città. Tutto è molto locale. Per lo più sono ristorantini. La gente fa interminabili file in posti come Agua Y Jabon, l’equivalente del nostro Acqua e Sapone.

A detta della guida che ci aveva accompagnato nelle altre località, a causa della scarsità, è più facile che un cubano ti chieda saponette, cosmetici e acqua anziché denaro.

Piccola bottega di libri di antiquariato.

Profumi e colori da bucanieri all’ Avana

Il mio occhio viene attirato da una piccola bottega di libri d’epoca. Appena entrato si sente un fortissimo odore di polvere emanato dai libri. È chiaro che non si tratta di libri di grande valore, ma comunque molto affascinanti e ricchi di tradizioni.

Tra i vari libri che vedo della storia cubana o la sua cultura, scorgo un libro di una novella per ragazzini, Jolanda, la hija del corsaro negro. La storia piratesca che avvolge questo paese mi affascina molto, così, decido di acquistarlo.

Uno dei diversi localini all’Avana, che richiama lo stile piratesco, che caratterizza la storia cubana.

Camminiamo molto più di quanto ce rendiamo così, controllando l’orario, decidiamo di tornare in hotel per cenare. Sorprendentemente, il ristorante si rivela essere molto raffinato e all’altezza di un hotel cinque stelle.

Vediamo che il personale sta cercando del suo meglio per accomodarci, e anche quando torniamo in hotel la maggior parte delle cose che non andavano sembravano temporaneamente sistemate.

Nel comodino troviamo pure una lettera di scuse. Notando il loro impegno, cerchiamo di non inferire contro di loro. Alla fin fine, dobbiamo spendere qua soltanto una notte.

Comments are closed, but trackbacks and pingbacks are open.